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Cèe alla pisana

Le cèe (cieche in italiano) sono avannotti di anguilla, pescati alla foce dei fiumi. Da anni ormai ne è vietata la pesca in Italia, quindi quelle che si trovano sul mercato sono di allevamento e come tali non sono molto saporite (e di conseguenza non sono molto richieste). Lungo il litorale toscano si incontrano varie ricette con le cèe, sono piatti tradizionali che però non è più facile trovare nei menù dei ristoranti. La ricetta descritta qui di seguito è di Paolo Petroni da "Il grande libro della vera cucina toscana".

 

per 4 persone

  • cieche gr 300 [che devono essere vive e ben guizzanti]
  • 4 uova
  • 3 spicchi d'aglio
  • salvia
  • parmigiano grattato
  • limone
  • olio d'oliva
  • sale
  • pepe

 

In una teglia fate rosolare, i 8 cucchiai d'olio, gli agli interi e la salvia.

Appena l'aglio accenna ad imbiondire buttate le cieche ben lavate in abbondante acqua e coprite subito (sentendo il calore scapperebbero subito dal recipiente invadendo la cucina).

Tenete su fuoco vivace per 5 minuti, salate, pepate e girate spesso, aggiungendo un goccio d'acqua.

Nel frattempo avrete sbattuto, in una zuppierina, le uova, 3 cucchiai di parmigiano, poco sale e il succo di mezzo limone.

Versate questa salsetta sulle cieche, mescolate velocemente e passate un attimo in forno ben caldo per una leggera gratinatura.

Nota

C'è chi preferisce usare solo il tuorlo delle uova. In questo caso aggiungete alla salsetta qualche cucchiaio d'acqua.

Le cieche posso essere preparate anche in frittata.

Il procedimento è analogo, solo che le cieche si cuociono in una padella e poi il tutto, con le uova, viene girato sul fuoco come si fa di solito con le normali frittate.

Le cèe sono il vanto della cucina pisana, ne parla, estasiato, anche Renato Fucini, ma, purtroppo è un piatto ormai introvabile perché le cèe che si pescavano a Marina di Pisa, a Bocca d'Arno e nel Serchio oggi non pescano più.

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Inserito da Emilia Onesti il 2007-07-25 16:58:06
 
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