| La panna cotta è un dolce che ha varcato i confini regionali e nazionali, è un dessert inflazionato e di solito avvilito da preparazioni che lo rendono a volte gommoso, a volte mero supporto per una salsa al cioccolato. Ma la panna cotta è il frutto dell'alpeggio piemontese, la crema di latte e poco più per un budino di sconcertante semplicità . Già nel volume "Il cuoco piemontese" nella sezione dedicata alle creme viene riportata la ricetta della "crema bianca al naturale" preparata con latte, crema di latte e zucchero: l'antesignano della panna cotta addensato con il caglio e non con la colla di pesce. Questa ricetta di panna cotta è frutto della mia ricerca di alternative alla colla di pesce. In prima battuta sostituii la colla con l'agar agar (5 gr per 1 lt di crema di latte) ma la mia ultima versione con la maizena è quella che preferisco. In questa forma la panna cotta somiglia molto al biancomangiare siciliano, praticamente un gelo di panna aromatizzato con la vaniglia invece che con la cannella, cambiano i profumi ma la materia è la stessa. E i due estremi del paese si riavvicinano! per 4-6 persone - 4 dl di crema di latte
- 2 dl di acqua
- 40 gr di maizena
- 120 gr di zucchero
- essenza di vaniglia (o un baccello)
Per servire: In un pentolino sciogliere la maizena nell'acqua usando una frusta, unire la crema di latte e porre al fuoco. Se si usa il baccello di vaniglia metterlo subito nel liquido. Portare ad ebollizione mescolando spesso. Quando il composto si sarà addensato unire lo zucchero. Per tirare a dovere, la maizena ha bisogno di prendere l'ebollizione e quindi non levare dal fuoco prima. Inoltre attenzione a non farsi prendere dalla tentazione di unire lo zucchero prima, con il calore si scioglierà comunque; se invece lo si unisce troppo presto rischia solo di cuocere e scurire il candore della panna cotta. Estrarre il baccello di vaniglia oppure unire l'essenza. Versare il composto in uno stampo grande oppure in stampini monodose e far raffreddare prima di porre in frigorifero per almeno 2 ore. Per sformare immergere brevemente lo stampo in acqua ben calda e poi rovesciarlo sul piatto. Servire con un caramello oppure con un coulis ottenuto frullando i frutti scelti insieme a poco zucchero e poi passando ad un colino fine la purea ottenuta. emilia onesti |